5 Regole per scrivere di Paralimpiadi

Oltre la competizione, il talento, lo spirito sportivo, RACCONTARE il CORAGGIO di chi non si è arreso di fronte ad eventi e situazioni che hanno determinato una strada difficile e differente da quella che si aspettavano, da quella che stavano vivendo:

Games Anatomy unisce e racchiude alcuni dei migliori atleti italiani che parteciperanno ai prossimi Giochi Paralimpici di Rio de Janeiro, attraverso immagini, parole, flash che narrano storie, ognuna unica, ognuna vissuta sulla loro dura pelle che avrà un occhio di bue pulsante dal 7 al 18 settembre. Attimi di emozioni intense, vibranti, che solo il momento olimpico sa rendere ancora più toccanti sia nella vittoria, nel trionfo, ma anche nella sconfitta e nella delusione, dopo giorni, settimane, mesi, anni di sacrifici per arrivare a far parte del momento più alto che lo sport conosca.

Martina Caironi, Assunta Legnante, Sara Morganti, Federico Morlacchi, Veronica Yoko Plebani, Francesca Porcellato, Arjola Dedaj, Eleonora Sarti, Arjola Trimi, Beatrice Bebe Vio; queste le persone, i protagonisti, gli attori quotidiani di qualcosa di unico che accenderanno il cuore italiano che batterà ancora più forte nel mese di Settembre e li spingerà a dare tutte le energie che avranno in corpo per raggiungere non solo la gloria, ma, soprattutto, per dimostrare la nobiltà dello spirito olimpico.

Interviste settimanali su web e social media, insieme ad alcune delle tracce che hanno definito il progetto fotografico, accompagneranno il pubblico verso l’anima di Games Anatomy che si rivelerà in tutta la sua grandezza all’incipit dell’evento carioca, durante il quale, live e contenuti quotidiani regaleranno una prospettiva ancora più profonda.

Il progetto nasce da Sabina Montevergine e Manuela Cervetti, esperte di progetti e comunicazione digitali, fondatrici di Socialmediaholic, agenzia digital di Milano specializzata nella creazione di strategie e contenuti per il web. Manuela Cervetti e Sabina Montenegrine : “Diciamo che il nostro approccio a internet è sempre lo stesso, per qualsiasi progetto ci troviamo a dover o voler affrontare e raccontare: proporre contenuti di qualità, senza preoccuparci del numero di pagine, dei minuti di lettura, della durata di un evento. Games Anatomy è stato sviluppato nello stesso modo: ci siamo immersi nelle foto e abbiamo avuto subito la sensazione che fossero perfette per il web, perché internet è il luogo ideale per non mettere mai la parola

FINE a una storia. Così è nato il sito www.gamesanatomy.it, un ambiente fluido, dove si privilegia appunto il contenuto, la storia, la foto, il racconto. Niente fronzoli, niente titoli acchiappa click, niente pietismo – ci teniamo a dirlo: Games Anatomy parla di sport, coraggio, vittorie, sconfitte ed emozioni, perché con lo sport ci si emoziona tanto, e in questo caso ancor di più. Con questo progetto ci auguriamo di aggiungere un piccolo tassello nel modo in cui i media raccontano questi atleti, affinché venga riconosciuto valore ai loro sforzi, persone che vivono e si allenano in sordina per mesi (e anni) e che solo durante questi grossi eventi ricevono la considerazione e attenzione che meritano.

Proprio per questo motivo Games Anatomy non si fermerà al racconto delle Paralimpiadi ma proseguirà anche dopo Rio.”

La preziosa produzione fotografica è stata curata da Alberto Dedè e Bruno Pulici, attraverso oltre 100 scatti.

Bruno Pulici: “L’idea di lavorare con gli atleti paralimpici mi era venuta guardando le Paralimpiadi di Londra. Ogni volta che accendevo la televisione ero colpito, per la professionalità e la tecnologia che esprimevano quelle immagini, ma ovviamente anche per le storie che venivano raccontate. Da un punto di vista visivo ero attratto da tutta questa moltitudine di forme e di vite. L’idea è rimasta un pensiero fisso ma inespresso fino a gennaio 2015 quando insieme ad Alberto Dedè abbiamo iniziato a pensare e dare forma al lavoro vero e proprio circoscrivendolo ad una selezione di atleti italiani raccontati con la fotografia. Sapevamo di voler porre l’accento sull’aspetto sportivo, lasciando che la disabilità arrivasse in seconda battuta, senza nascondere niente perché non c’è un bel niente da nascondere. Il fatto è che per uno sportivo il cuore del problema dev’essere quello di prepararsi per essere il migliore nella sua disciplina, ed eventualmente essere pronto alla sconfitta sapendo di aver fatto il possibile per arrivare preparato alla gara. Perciò l’idea che ha accompagnato il lavoro fotografico fin dall’inizio è stata quella di concentrarci sull’eleganza che solo il corpo di uno sportivo può esprimere. Perché chi si allena tutti i giorni scolpisce corpo e mente trovando un’armonia che visivamente spesso si esprime con eleganza. Ci sono gesti che ripetiamo quotidianamente nei nostri spazi domestici che esprimono questa confidenza, ognuno ha i suoi. Potrebbe essere anche solo il modo con cui lanciamo l’anta del frigo. Gli sportivi con l’allenamento ripetono, provano, migliorano e fanno di questa confidenza il loro lavoro. Questo era il punto: fotografarli nella loro contesto, nell’intimità del loro sport, il luogo ideale dove sono i padroni di casa. Hanno restituito tutti quello per cui hanno lavorato sodo: la loro forza, la professionalità e un’indiscutibile bellezza. Ora siamo molto orgogliosi che insieme a Manuela e Sabina tutto questo sia diventato Games Anatomy: un contenitore più ambizioso che riesce a dare spazio non solo alle immagini ma anche alle voci e alle storie dei loro protagonisti.”

Un ringraziamento particolare a UBI Banca che ha sostenuto e reso possibile la realizzazione di questo progetto.

GAMES Anatomy