Roby Cammarelle:” Il Dual Match contro l’Argentina primo step degli Azzurri verso Tokio 2020″

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Lo scorso 18 ottobre a Roma gli azzurri hanno incrociato i gunatoni con i boxer della nazionale argentina, in quello che può essere tranquillamente considerato il “gong” di apertura del percorso che – si spera – porterà il maggior numero di nostri portacolori a salire sul ring olimpico di Tokyo nel prossimo agosto. Una grande serata di boxe, organizzata dalla FPI in collaborazione con Scholas Occurrentes e ArtemediaSport, che ebbe il suo preludio il 16 ottobre nell’incontro a Piazza San Pietro tra i due Team e il Santo Padre in occasione della consueta udienza papale del Mercoledì.

Per staccare il pass verso il Paese del Sol Levante, i pugilatori tricolore dovranno passare attraverso le forche caudine prima londinesi (A Londra nel marzo 2020 si disputerà il Torneo Europeo di Qualificazione Olimpica) e poi parigine (Maggio/Giugno a Parigi il Torneo Mondiale). Il Team Manager della Nazionale Azzurre, Roberto Cammarelle, uno che di Olimpiadi se ne intende viste le tre medaglie – di cui una d’oro a Pechino 2008 – conquistate, ha voluto fare il punto della situazione sia facendo il bilancio di questo 2019 Azzurro che parlando della programmazione per il 2020 Olimpico.

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1) Un match, quello con gli argentini, il cui punto più alto forse è stato l’incontro con il Santo Padre. Che sensazioni hai provato e cosa ti ha lasciato?

Incontrare il Papa è sempre un piacere, sia per cosa rappresenta che per il suo noto attaccamento allo sport e ai suoi valori educativi. Farlo poi a San Pietro, dopo il percorso fatto con Scholas ed insieme alla squadra argentina, è stato un qualcosa di straordinario e molto toccante dal punto di vista emotivo. Essere insieme a degli argentini davanti al Santo Padre, anch’egli argentino oltretutto, ha magnificato lo spirito di fratellanza proprio dello sport e del pugilato in particolare. In quel momento, anche se due giorni dopo saremmo stati  leali avversari sul ring, eravamo dei fratelli.

2) Dual Match contro la compagine sudamericana che si può considerare step di apertura del percorso verso le qualificazioni olimpiche. Roberto, qual è il tuo bilancio del 2019 azzurro e quali sono i prossimi passi della Nazionale verso Tokyo 2020?

Dopo il mondiale, il dual match con l’Argentina ha rappresentato il primo appuntamento del percorso di qualificazione alle Olimpiadi, che inizierà il prossimo marzo a Londra con il Torneo continentale per poi concludersi a maggio con quello mondiale di Parigi.

 

Nel 2019 abbiamo disputato sia gli Europei che i Mondiali. Agli Europei, validi anche come Giochi Olimpici Europei, abbiamo conquistato 4 medaglie (3 bronzi e 1 argento) che potevano essere ancora di più se non fosse stato per qualche verdetto dubbio. Ai Mondiali abbiamo portato anche atleti non “titolarissimi” per testarli in proiezione delle qualificazioni olimpiche. Purtroppo non abbiamo preso medaglie e siamo andati leggermente sotto le nostre aspettative, anche per colpa di verdetti sui quali avrei da fare più di una recriminazione.

Nel 2020, prima del torneo di qualificazione europeo a Londra e quello mondiale a Parigi, faremo qualche training camp all’estero, inviteremo qualche nazionale straniera ad allenarsi al nostro Centro Tecnico di Assisi, e prenderemo parte a dei tornei internazionali tra  gennaio e febbraio

L’obiettivo è portare il maggior numero di nostri pugili a una condizione tale da poter avere le carte in regola per puntare a conquistarsi il pass per Tokyo 2020 e successivamente una medaglia in terra nipponica.

3) Dall’alto della tua esperienza nel campo, come si affronta l’anno olimpico?

Dal 2000 ho preso parte a 5 fasi di preparazione per le Olimpiadi, partecipandone a 3 (3 le medaglie per Cammarelle: Bronzo 2004, oro 2008, argento 2012, ndr). Non ci sono segreti per affrontare questi tour de force. Bisogna avere solo tanta determinazione e forza di volontà per inseguire il sogno di una medaglia olimpica. L’Olimpiade è la competizione più importante nella carriera di uno sportivo. Parteciparvi è un qualcosa di fantastico, ma vincerla è una sensazione unica.