La FPI chiude il quadriennio con 102 podi AOB.

Dal 2000 più che raddoppiati i tesserati e gli affiliati.Exploit nel Pugilato Giovanile e nella Gym Boxe, guantoni rosa in testa. Un trend sorprendente per StageUp-Ipsos: 17 milioni di italiani amano la boxe e oltre i 370 mila la praticano.

L’Italia Boxing ha fatto onore ai 100 anni della Federazione Pugilistica Italiana e con la medaglia di bronzo dell’azzurra Stephanie Silva agli ultimi Campionati Europei, svoltisi a Sofia dal 15 al 23 novembre scorso, conclude il quadriennio olimpico 2012-2016 con un bottino di 102 medaglie, di cui 26 ori, 26 argenti e 50 bronzi, conquistate in occasione di Campionati Europei, Mondiali e Tornei di Qualificazione Olimpica. La concentrazione di vittorie nel 2014, con 36 medaglie ottenute negli eventi di maggiore rilievo cui 11 ori, 10 argenti e 15 bronzi è stata proporzionale al numero degli incontri azzurri: 452 match contro i 329 del 2013, i 377 del 2015 ed i 450 del 2016. Un risultato complessivo importante ottenuto grazie all’impegno di tutto lo Staff Tecnico Azzurro e degli atleti, sempre più numerosi sui tre ring del Centro Nazionale di Santa Maria degli Angeli (Assisi). Il numero dei convocati azzurri delle diverse qualifiche (Schoolboy, Junior, Youth ed Elite) è infatti cresciuto di anno in anno: 173 nel 2013, 241 nel 2014, 229 nel 2015 e 250 nel 2016.

Il Pugilato Italiano, dunque, gode ancora di ottima salute. I numeri lo confermano. A livello agonistico dilettantistico, da 3.007 atleti AOB, tesserati nel 2000, la Federazione oggi ne conta 7.242, di cui 6.551 uomini e 591 donne. Più pugili ma anche più tecnici: da 644 nel 2000 a 2.336, che possono contare sull’ottima formazione garantita dall’offerta federale, sempre più orientata a corsi, stages e workshop di aggiornamento. Come gli arbitri-giudici, che dai 197 del 2002 sono arrivati a 263, compresi i commissari di riunione, con un picco nel 2011 di 268. Grande exploit, poi, per il Settore Giovanile, che oggi conta 2.400 atleti tesserati, dai 6 ai 14 anni, di cui 2.329 uomini e 371 donne, mentre nel 2005 erano solamente 294, e per il Settore Amatoriale, con ben 9.513 atleti amatori, 7.794 uomini e 1.602 donne, contro i 218 del 2002. L’attività, del resto, è aumentata a dismisura e oggi in Italia si organizzano 11.000 incontri all’anno, quasi il 200% in più rispetto al 2000.

Sul fronte Pro meno campioni e più difficoltà dovute all’operatività imposta dai nuovi scenari, soprattutto al proliferarsi di sigle e titoli a livello mondiale. Un quadro numerico altalenante, se si considera il picco tra il 2006 ed il 2008, ma che dal 2001 ad oggi appare nitidamente in crescita. Da 94 riunioni l’anno si è passati a 425 riunioni, con quasi 400 incontri svolti in Italia e all’estero, il doppio in confronto ai 276 del 2001. Il numero di pugili Pro, che oggi è di 283 atleti tesserati, 272 uomini e 11 donne, testimonia quanto il movimento negli ultimi quindici anni sia riuscito non solo a superare i 115 tesserati del 2001 ma a garantire continuità all’attività.

Compresi, dunque, dirigenti nazionali e periferici, medici e arbitri-giudici, il totale dei tesserati ad oggi è di 30.000.  Un quadro rassicurante, a livello numerico, che fa chiarezza sulle ultime informazioni diffuse da alcuni media.

“Il Pugilato Italiano –  dichiara il Presidente FPI Alberto Brasca – nonostante gli ultimi obiettivi mancati, mi riferisco ai Mondiali di Baku ed a Rio 2016, è ancora quarto nel medagliere olimpico. L’ultimo decennio testimonia un trend di crescita importante, sia in campo agonistico che amatoriale, con particolare riguardo al mondo femminile. Abbiamo puntato molto sulle donne e con loro abbiamo raggiunto risultati inattesi in questo quadriennio. Abbiamo aperto le porte anche agli stranieri, in linea con lo ius soli sportivo, e oggi la Federazione conta 1498 tesserati nati all’estero in rappresentanza di 100 paesi, di cui 878 atleti AOB contro i 389 del 2010. Un lavoro sinergico e meticoloso, tanto degli addetti ai lavori, tecnici, atleti, dirigenti, medici, arbitri-giudici quanto dei Settori Federali. Ai numeri raggiunti, purtroppo, non è corrisposta la giusta visibilità mediatica ma in casa siamo stati capaci di promuovere le nostre attività, anche socio-culturali, attraverso un lavoro massiccio sui Social Media che hanno portato a 55.000 likers su Facebook e più di un milione di visualizzazione su YouTube. Grazie all’ultima indagine condotta da StageUp e Ipsos abbiamo anche appreso che sono state 16.975.000 le persone che hanno seguito il pugilato in Italia nel 2016 e 374.600 gli agonisti, amatori e praticanti le discipline comunemente denominate pre-pugilistiche. Un numero impressionante ma in linea con la nostra realtà, se si considera che il tesseramento amatoriale è stato introdotto negli ultimi sedici anni in un terreno di pertinenza, da sempre, degli enti di promozione sportiva ed in cui continuano, purtroppo, nonostante gli interventi della Federazione, ad esistere realtà in cui si pratica illecitamente la Gym Boxe. Dati senza alcun dubbio sorprendenti che non possono passare inosservati ma anzi devono spronarci a migliorare sia in termini quantitativi che qualitativi”.