Home » Il presidente dice basta, porta tutti in tribunale: ‘Campionato falsato’ | Terremoto di dimensioni bibliche

Il presidente dice basta, porta tutti in tribunale: ‘Campionato falsato’ | Terremoto di dimensioni bibliche

Tribunale
Calcio caos, si va in tribunale – Foto Ansa – Ilgiornaledellosport.net

Calcio e arbitri, ancora polemiche furiose: un’inchiesta scuote uno dei tornei più importanti del mondo, società furiosa.

“Vincere è l’unica cosa che conta” è lo slogan che accompagna da anni le gesta sportive della Juventus. Il club italiano più titolato ne ha fatto un mantra in particolare negli ultimi cinque lustri, che hanno visto la società bianconera tornare ai vertici del calcio italiano dopo più di qualche stagione opaca.

Sette parole che magari non avrebbero fatto la gioia di Pierre De Coubertin, il padre delle Olimpiadi moderne, al quale è stata attribuita la frase “L’importante è partecipare” con la quale è storicamente identificato. Si sa, però, che, l’antico spirito olimpico e lo sport moderno hanno purtroppo ben poco in comune, in particolare se ci si riferisce al calcio.

Già, perché attorno al pallone, proprio in quanto sport più seguito a livello planetario, gira un vortice di denaro legato a contratti pubblicitari e televisivi, fonte primaria degli ingaggi faraonici di molte stelle del calcio, tale da rendere la vittoria di una competizione una possibilità da cercare di raggiungere quasi ad ogni costo.

Strettamente legata a questa argomentazione è una serie di corollari che rischiano di trasformare i presidenti dei club nei primi tifosi delle proprie squadre, talvolta anche in maniera fin troppo accesa. Perché chi se non i padroni del vapore, e poi gli allenatori, sono i primi a protestare anche furiosamente per eventuali decisioni arbitrali contrarie, magari decisive?

Palmeiras campione del Brasile tra i veleni: il Botafogo non ci sta

La storia è piena nei tempi recenti, non solo in Italia, di proprietari che non c’hanno più visto dopo aver perso una finale o aver subito una retrocessione al termine di una partita caratterizzata da episodi controversi sul piano arbitrale, seguiti da accuse spesso anche molto dure, ovviamente senza prove, dettate dalla rabbia del momento e… dai milioni visti andare in fumo.

Una tendenza purtroppo sempre più frequente nel calcio di oggi, ancora di più dopo che la moda della multiproprietà ha preso piede. Presidenti che gestiscono più club in vari parti del mondo facendo muovere svariate centinaia di milioni pretendono la perfezione dalla classe arbitrale, pena reazioni anche clamorose. Proprio come successo allo statunitense John Textor, proprietario del Lione e del Botafogo.

Botafogo
Una formazione del Botafogo per la stagione 2023 – Foto Ansa – Ilgiornaledellosport.net

Botafogo, il patron Textor all’attacco: inchiesta contro gli arbitri

Se l’Olympique è in crisi nera e rischia la clamorosa retrocessione in Ligue 2, il Fogao non è riuscito a inserirsi nella lotta per il titolo brasiliano, andato per il secondo anno di fila al Palmeiras. “Colpa”, secondo Textor, proprio dei tanti errori arbitrali a favore del Verdao, che secondo l’imprenditore americano sarebbe stato avvantaggiato volutamente dalla classe arbitrale, con tanto di accuse di partite truccate.

Secondo quanto riportato da diversi media brasiliani, infatti, Textor avrebbe fatto addirittura realizzare un’inchiesta sull’argomento per provare che senza gli errori a proprio favore il Palmeiras avrebbe totalizzato 21 punti in meno. E considerando che il Botafogo ha chiuso il campionato con 16 punti in meno rispetto al Verdao, la conclusione cui vuole arrivare Textor è piuttosto eloquente…