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“Ho capito che è finita”: la sentenza stabilisce il fallimento | Squadra e tifosi senza parole

Fallimento
Fallimento, società esclusa dai campionati – Foto Lapresse – Ilgiornaledellosport.net

Il calcio italiano dice addio a una società gloriosa: i retroscena e l’incredulità di chi ha vissuto il dramma dall’interno.

Per il calcio italiano quella alle spalle ormai da qualche mese è stata la solita estate di passione sul fronte delle iscrizioni ai campionati, con le conseguenze del caso e ben note riguardante la stesura dei calendari e l’inizio ufficiale della stagione.

Le motivazioni sono state diverse. Dal cavillo burocratico che stava per costare caro al Lecco, fino alle gravi problematiche societarie che hanno riguardato Reggina e Sampdoria.

Questo limitatamente alla Serie B, ma anche nelle categorie inferiori non sono mancate le situazioni di criticità. Una di queste non ha avuto il lieto fine e ci stiamo riferendo al Siena. La gloriosa Robur, protagonista di nove campionati di Serie A tra il 2003 e il 2013, è infatti incappata addirittura nel terzo fallimento negli ultimi nove anni.

La società bianconera, che già non era stata ammessa alla Serie C nel 2014 e nel 2020, dovendo ripartire in entrambi i casi dalla Serie D, è precipitata ancora una volta negli inferi, questa volta senza la possibilità di iscriversi al massimo campionato dilettantistico italiano. Il club è dovuto ripartire dall’Eccellenza toscana, categoria mai frequentata in 119 anni di storia.

Reggina, il doloroso addio alla Serie B e la nascita della Fenice

Facile immaginare il dolore di una città intera e della tifoseria, che oltre agli anni forse irripetibili della Serie A avrà ripensato con rimpianto anche alla finale dei playoff di C persa nel 2018 contro il Cosenza, che avrebbe potuto cambiare la storia del club. Ora invece è tutto perso e occorre ripartire daccapo, lo stesso destino capitato alla Reggina.

Se infatti la Sampdoria è riuscita a scongiurare il fallimento, in casa amaranto alla mancata iscrizione alla B, dovuta al mancato pagamento dei debiti entro il termine fissato dalla Figc, oltre che alla mancata approvazione dell’omologa per il piano di ristrutturazione del debito, è seguita la nascita di una nuova società, Fenice Amaranto, iscritta in sovrannumero alla Serie D. Eppure quanto capitato la scorsa estate ha lasciato un segno profondo nei giocatori che hanno vissuto il calvario da vicino.

Andrej Galabinov
Andrej Galabinov vanta 33 presenze e 6 gol in A con Genoa e Spezia – Foto Ansa – Ilgiornaledellosport.net

Reggina, Galabinov non si dà pace: “Quanto successo è inspiegabile”

Tra questi c’è Andrej Galabinov, esperto attaccante bulgaro classe ’88, ormai adottato dall’Italia dove ha svolto l’intera carriera. Attualmente svincolato, l’ex Spezia è reduce proprio da un biennio alla Reggina. Soddisfacente la prima stagione, conclusa con 9 gol, fallimentare la seconda, ma solo a causa di un grave infortunio che lo ha tenuto fuori per tutto l’anno. Intervistato da Tmw, Galabinov ha espresso parole d’incredulità per l’epilogo della situazione: “Non sono ancora riuscito a capire come sia potuta accadere una cosa del genere. Ci era stato detto che era una società sana. Anche parlando con i miei ex compagni non capiamo ancora come sia potuto succedere. Fino alla fine la società era convinta che andasse tutto bene”.

“Ci dicevano che era tutto a posto. Quindi alla fine, dopo l’ultima sentenza, abbiamo capito che era finita” ha aggiunto il centravanti. Il riferimento è alla sentenza del Tar del Lazio, che ha certificato l’esclusione della Reggina dalla B, ma non il fallimento del club, che in base alle ultime informazioni potrebbe ancora essere scongiurato, come del resto è nell’interesse dello Stato che in caso di estinzione della società non incasserebbe nulla dal Tribunale fallimentare.