Atene 2004, Pechino 2008 e Londra 2012: la passione sportiva raccontata in uno scatto

Canon Italia incontra Alessandro Trovati, tra i migliori fotografi sportivi italiani e grande esperto di giochi olimpici

 Giugno 2016 – Nello sport, davanti a certi risultati – vittorie o sconfitte – si rimane letteralmente senza parole, ma uno scatto fotografico può racchiudere e immortalare per sempre la gioia, il dolore e la fatica di un atleta.

Canon Italia ha raccolto una galleria di immagini realizzate dal fotografo sportivo Alessandro Trovati in occasione delle ultime edizioni dei giochi olimpici. E’ possibile trovare di seguito anche alcune utili indicazioni che nascono dalla sua esperienza come professionista per realizzare uno scatto perfetto. Le immagini qui riportate possono essere pubblicate liberamente citando i credits di Alessandro Trovati e sono disponibili – a richiesta – in alta risoluzione.

La testimonianza di Alessandro Trovati

Per fotografare i giochi olimpici, secondo Alessandro Trovati non occorrono doti particolari, almeno rispetto ad altre discipline sportive. Si tratta sempre di rendere eterno un istante rapidissimo. Le Olimpiadi sono un’occasione unica poiché in pochi giorni si condensano tante discipline diverse.

1° CONSIGLIO Dotazione. Per quanto riguarda l’attrezzatura, i lunghi fuochi devono far parte del kit del fotografo delle Olimpiadi, per esempio uno zoom Canon 300 f/2,8 e 400 f/2,8. Non mancano però le visioni allargate con Canon 16 – 35 f/2,8 o anche meno. Si abbonda anche nei corpi macchina, la dotazione è di almeno 3, tutti top di gamma come Canon EOS 1D – X Mark II, tropicalizzati. Durante i Giochi il fotografo professionista deve prevedere che, rimanendo all’aperto dalla mattina alla sera inoltrata, il tempo atmosferico possa cambiare. Come racconta Alessandro: “A Londra 2012 era la regola”.

2° CONSIGLIO Modalità di scatto. Generalmente Alessandro usa lo scatto manuale, ma nulla vieta di utilizzare l’impostazione automatica, in modo particolare con priorità dei tempi. Gli ISO sono sempre alti (da 800 in poi), anche di giorno. Non si può correre il rischio di un micro mosso quando la velocità dell’atleta è alta. All’imbrunire, poi, gli ISO alti rappresentano la regola, perché durante le competizioni olimpiche non è possibile usare il flash per non disturbare le TV presenti. In questo caso si arriva a 3200 e oltre.

3° CONSIGLIO Sperimentazione. Spesso può essere utile (e divertente) disobbedire alle regole. Le gare di velocità ad esempio, consentono il mosso per enfatizzare il movimento, mentre le gare al chiuso – come la scherma – offrono un’illuminazione quasi teatrale. Alle Olimpiadi di Londra, dove le squadre femminili e maschili di scherma hanno fatto sognare, Alessandro ha potuto sperimentare la multi esposizione e l’effetto mosso, con buoni risultati.

4° CONSIGLIO Soggetto. Un aspetto importante è conoscere la competizione. Occorre ritrarre il Campione durante la massima espressione agonistica cercando immagini di contorno (la gente, l’esultanza dell’atleta, l’abbraccio della folla). E’ fondamentale trovare la giusta posizione, il giusto punto di vista, il luogo dal quale si potrà documentare il momento epico. Ci si alza presto al mattino e si aspetta anche fino a sera. Un esempio sul campo: ad Atene, Alessandro ha aspettato una giornata intera per riuscire a cogliere il momento unico in cui Yuri Chechi era circondato dalla corona d’alloro sullo sfondo. Un’immagine che segna un pezzetto della storia dei giochi olimpici.

 

 

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