Il Rinascimento del movimento pugilistio italiano

I dati lo dicono chiaramente: il pugilato italiano sta vivendo un intenso periodo di crescita. Il duro lavoro delle società e la creatività dei tecnici sportivi stanno fornendo una spinta propulsiva all’intero movimento, che non ha precedenti negli ultimi 20 anni.

I dati sono inconfutabili e ci dicono che negli ultimi 3 anni si è registrato un significativo aumento delle società affiliate e dei tesserati (circa il 15% in più rispetto al 2016) accompagnato da un rigoglioso incremento dell’attività pugilistica (solo nel 2018 si sono svolte oltre 1.200 riunioni pugilistiche).

In forte crescita anche il settore giovanile che ha prodotto – negli ultimi due anni – ben 137 pugili agonisti. L’attività pugilistica giovanile è in piena fase di espansione – la recente “Coppa Italia” ha visto gareggiare circa 150 giovani atleti – e questo è assolutamente proficuo per l’attuazione della politica di ricerca del talento.

Da tale ritratto agiografico non è esente il pugilato Pro che – tornato sulle grandi emittenti televisive compresa la Rai – attrae ed affascina nuovamente i giovani che scelgono, come nel lontano passato, la strada del professionismo.

A testimonianza di quanto detto, è utile sottolineare che  – negli ultimi 2 anni – si è registrata una vera e propria impennata di richieste di passaggio al circuito Pro (ben 187 giovani pugili Aob). Giovani pugili che stanno guadagnando la ribalta del palcoscenico nazionale e ci auguriamo, in futuro, anche di quello internazionale.

La crescita del movimento Pro è espressa anche dalla significativa partecipazione di atleti al “Torneo delle Cinture” (oltre 80 pugili tra l’edizione precedente e quella di questo anno) sul quale la FPI ha investito, negli ultimi due anni, circa 90.000,00 Euro.

Relativamente all’attività amatoriale, la Federazione è finalmente riuscita a creare le giuste sinergie per realizzare eventi promozionali di livello nazionale. Il Lido di Fermo ha ospitato il Campionato Nazionale amatori a cui hanno partecipato ben 170 atleti provenienti da tutta Italia. Un vero e proprio successo anche grazie alla società organizzatrice.

La Nazionale Azzurra? All’inizio del quadriennio qualcuno adombrava delle perplessità sulla forza e la capacità della Federazione di gestire al meglio le Rappresentative Azzurre. Tale perplessità erano legate anche alla mancanza di risultati nei precedenti Giochi Olimpici di Rio 2016.

Peraltro, anche qui i risultati non si sono fatti attendere. Dall’inizio del quadriennio, le Rappresentative Azzurre hanno ricominciato a primeggiare a livello internazionale.

Ben 23 le medaglie conquistate nel 2018 – ai Campionati Europei di categoria (schoolboys, junior e youth) – a cui si aggiungono le 6 medaglie conquistate ai recenti Campionati Europei junior.

A tali successi si aggiungono, le 21 medaglie conquistate nel 2018 dalla Nazionale Azzurra Elite (maschile e femminile) ai Campionati Europei ed ai Giochi del Mediterraneo.

Successi impreziositi dalle medaglie – ben 5 medaglie (2 Argenti e 3 Bronzi) – ottenute ai Giochi Europei di Misk che hanno certificato l’ottimo stato di salute delle Rappresentative Azzurre – femminile e maschile – gestite in maniera encomiabile dagli staff tecnici.

Insomma, un vero e proprio “rinascimento del movimento pugilistico italiano” a cui stanno contribuendo i nostri tecnici e gli ingenti investimenti federali nell’attività sportiva – che hanno superato, nel biennio 2017/2018, i 6.000.000,00 di Euro – coordinati con la politica di ricerca del talento attuata, con la massima scrupolosità e professionalità, dal Presidente Lai e dal suo Team di consiglieri federali.

Investimenti che saranno arricchiti, già dal prossimo Consiglio federale, da un’importante iniziativa che ridurrà i costi a carico delle società.

I trespoli sono finiti e per quei pochi che ancora aleggiano suoi campi elisi, una preghiera: siate meno epicuerei e più stoici.

 

IL VICE PRESIDENTE VICARIO

Dott. Flavio D’Ambrosi