Ondina Valla, la prima atleta italiana a vincere una medaglia d’oro ai Giochi Olimpici, compie novant’anni dal suo storico successo a Berlino nel 1936. Il 6 agosto 1936, la bolognese superò gli 80 ostacoli e conquistò un oro che segnò un passo avanti per lo sport femminile italiano e per l’emancipazione delle donne. Il traguardo, oggi celebrato come un simbolo di superamento di barriere, fu raggiunto nonostante ostacoli personali e sociali che la Valla dovette affrontare nella sua vita e nella sua carriera.
Le immagini nitide della gara di Berlino rivelano un trionfo di Ondina Valla ben più netto di quanto fosse stato tramandato. Il fotofinish, svelato dopo oltre trenta minuti dall’arrivo, confermò la vittoria della Valla con un tempo di 11.748 secondi, superando la concorrente tedesca Steuer. Il successo fu reso ancora più significativo dal fatto che Ondina aveva già vinto la semifinale con un record mondiale eguagliato, nonostante un vento superiore ai due metri. La regola IAAF sui tempi ventosi era entrata in vigore proprio durante quelle Olimpiadi, permettendo l’omologazione del tempo.
La Valla vinse con un margine che non fu mai riconosciuto pienamente. La sua vittoria fu sottolineata anche dal fatto che, nella finale della 4×100, si ritrovò insieme a Claudia Testoni per un altro quarto posto. La rivalità tra le due atlete fu intensa, ma la loro amicizia fu altrettanto forte.
Ondina Valla non si presentò come una semplice atleta, ma come una donna che dovette superare numerose sfide per raggiungere il suo traguardo. Dalla scelta del nome Trebisonda, scelto da suo padre Gaetano, al rifiuto del nome Ondina da parte di un giornalista, la sua storia è piena di interpretazioni e misteri. La Valla dovette affrontare l’ostilità della madre e della chiesa, vincere la resistenza dei compagni di allenamento, e superare la rivalità con Claudia Testoni, la sua compagna di allenamento e atleta di spicco. Inoltre, dovette tesserarsi per il partito fascista, condizione d’obbligo per praticare sport all’epoca.
La sua carriera fu eccezionale: oltre 300 gare, 28 primati italiani e 16 titoli nazionali. Oltre agli 80 ostacoli, detenne record italiani nei 100 metri, nel salto in alto e nel lungo. La sua ascesa fu accompagnata anche da un sostegno governativo, che la elesse a simbolo dell’agonismo femminile. La sua vittoria a Berlino fu un momento di orgoglio nazionale, che la portò a diventare una figura iconica. La Valla dovette anche affrontare problemi alla schiena che si rivelarono una spondilosi vertebrale. Continuò a gareggiare fino agli anni Quaranta, pur affrontando difficoltà fisiche. Ondina si trasferì a L’Aquila con il marito Guglielmo De Lucchi, chirurgo, e morì all’età di 90 anni, accudita dal figlio Luigi.