La Grecia si trova in una situazione delicata per il Mondiale 2027, con Giannis Antetokounmpo in bilico a causa di un problema di copertura assicurativa. Il giocatore, simbolo della nazionale, potrebbe non essere presente alle qualificazioni, un evento che potrebbe mettere in pericolo la sua possibilità di partecipare al torneo. La mancanza di un accordo per una copertura assicurativa da 500mila euro ha reso incerto il suo impegno, e ogni giorno che passa aumenta la probabilità che non si trovi in campo quando la Grecia ha più bisogno di lui.
Mentre quasi tutte le grandi federazioni europee hanno già risolto il delicato equilibrio tra convocazioni nazionali e interessi delle franchigie NBA, ad Atene si discute ancora di assicurazioni, autorizzazioni e garanzie economiche. Il problema, del resto, va ben oltre l’assenza del due volte MVP NBA. La Grecia si presenta alla seconda fase delle qualificazioni mondiali già con le spalle al muro. Le prime tre classificate del girone voleranno in Qatar, ma gli ellenici partono soltanto dal quinto posto con un bilancio di 3 vittorie e 3 sconfitte.
Le squadre davanti, come Spagna, Ucraina e Montenegro, hanno già ottenuto un vantaggio significativo, mentre perfino il sorprendente Portogallo li precede grazie allo scontro diretto favorevole. Anche la Georgia condivide il record di 3-3, trasformando ogni partita in uno scontro diretto dal peso enorme. Recuperare terreno sarà possibile, ma richiederà un percorso quasi perfetto.
La situazione assume un significato ancora più pesante nel contesto del braccio di ferro con i Miami Heat. La richiesta di una copertura assicurativa da 500mila euro per autorizzare Antetokounmpo a disputare le gare contro Ucraina e Spagna resta il nodo irrisolto, e ogni giorno che passa rende più probabile la sua assenza. È una vicenda che stride con quanto accade nel resto del continente, dove Serbia, Francia, Germania, Lituania e altre nazionali hanno già potuto contare, o si preparano a contare, sui rispettivi giocatori NBA senza che le trattative diventassero un caso pubblico.
Vassilis Spanoulis, dunque, il problema non è soltanto tecnico. La Grecia si trova a dover rincorrere avversari che partono con un vantaggio in classifica e, al tempo stesso, a farlo senza la certezza di avere a disposizione il miglior giocatore europeo dell’ultimo decennio. La Grecia resta una nazionale dal talento enorme e con qualità sufficienti per ribaltare la situazione. Ma quando una qualificazione mondiale dipende da dettagli che si consumano negli uffici più che sul parquet, significa che qualcosa, nel sistema, ha smesso di funzionare. Il rischio è che il conto venga presentato proprio nel momento in cui non ci sarà più margine per rimediare.