| Il Taranto riprende la preparazione |
| Scritto da Vito Galasso |
| Martedì 23 Febbraio 2010 20:42 |
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La gara contro il Pescina Valle del Giovenco è ormai lontana
Il Taranto riprende la preparazione con i ranghi quasi al completo. Assenti all’allenamento Triarico, per i soliti motivi, e Coppola, per problemi personali. Il centrocampista campano analizza il momento che sta attraversando la squadra: “Io mi batto sempre sulla stessa cosa: gli applausi non sono solo per me, ma per tutta la squadra. Penso che il pubblico apprezzi la mia grinta e quantità, però il merito va dato a tutti. Se Coppola fa bene, è perché la squadra glielo permette. Per noi ogni partita è una finale, importante per scalare posizioni in classifica. Serve lottare, lottare e ancora lottare. Domenica con il Giulianova è la prova di maturità. Basterebbe anche che il Giulianova ci attaccasse per tutta la gara e noi con un tiro in porta vincere la partita. Sarà basilare non essere presuntuosi e mantenere la mentalità della salvezza. In questo momento, la serenità la dà l’idea di essere una buona squadra, grazie all’aiuto dei tifosi, dei giornalisti e della società, una delle migliori in circolazione. A centrocampo c’è molta qualità e giocatori che squadre di categorie superiori non hanno. Alla fine è l’allenatore a fare delle scelte. Adesso il mio pensiero è rivolto esclusivamente al Giulianova che va considerata come la squadra più forte da battere”. Il cileno Nicolas Crovetto contro il Pescina ha debuttato dal primo minuto: “In Abruzzo era difficile giocare. Abbiamo affrontato una squadra rintanata nella propria metà campo e che non ti permetteva di giocare. Per me era il debutto dall’inizio, penso che potessi fare meglio. D’altronde ci sono domeniche in cui trovi maggiori spazi e altre no. Sono i momenti che possono cambiare la partita. La squadra ha un centrocampo di assoluta qualità e i centrali sono in grado di recuperare tantissime palle. Credo che siamo tutti in condizione di dare qualcosa di più. Anche se si deve considerare l’intelligenza e la serenità che la squadra ha dimostrato per vincere la gara. La classifica è stretta e se perdi la testa puoi ritrovarti sotto in un batter d’occhio. Non bisogna mollare fino alla fine”.
(Vito Galssso) |