| Como - Alessandria 1-0 |
| Prima divisione girone A |
| Lunedì 22 Febbraio 2010 08:15 |
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Una posizione in bilico quella di Strano e Brevi al fischio d’inizio dell’incontro tra gli azzurri e i grigi di mister Buglio Dopo 94 minuti di una partita tutt’altro che intensa l’esame può dirsi superato, ma i padroni di casa hanno dovuto produrre come al solito molto a fronte di un vantaggio di misura da difendere per più di un tempo. Ma contro questa Alessandria, colpita da assenze pesanti e distratta da complesse vicende societarie, probabilmente nessuno avrebbe potuto perdere l’intera posta in palio.
Due squadre in difficoltà. Così il 4-4-2 è la soluzione più ovvia per entrambe. Come dire: per lo spettacolo prego passare la prossima volta. Como finalmente in casacca azzurra che attacca da sinistra a destra: confermato Zappino in porta, Brevi opta per l’usato sicuro, riproponendo Fragiello-Cozzolino in avanti con lo scalpitante Maah pronto per la ripresa e schierando il medesimo centrocampo visto con il Figline, sperando nella conferma di un fin qui positivo Filippini. I grigi devono far a meno di Artico nel reparto offensivo che spera nelle conclusioni dell’ex Rosso e Fantini con Rodriguez in appoggio.
Le motivazioni. Sono forse queste che spingono l’inerzia della partita subito in favore dei padroni di casa con Cozzolino che al 2’ tira di poco sopra la trasversale. E’ il preludio ad una mezz’ora tutta di marca lariana, fatta di buone intenzioni, tentativi apprezzabili di fraseggio e conclusioni in porta che mettono a durissima prova la buona educazione (per coloro che ne sono provvisti) dei tifosi del Sinigaglia. Conclusioni come quella di Ezio Brevi, che al 7’, dopo lo slalom di Cozzolino, da posizione favorevolissima manda in tribuna un invitante pallone che chiedeva solo uno scolastico colpo di piatto. Qualche tiro dalla lunga distanza di Rodriguez hanno più che altro l’effetto di far rifiatare la difesa grigia guidata dall’esperto Sottil, più che di creare problemi a Zappino la cui tenuta bianca – come evidenziato in sala stampa dagli amareggiati cronisti piemontesi - rimane sempre candida come la neve. Tutto sommato meritato dunque il gol dei lariani che giunge al 26’ al termine di un’azione piuttosto confusa che vede il caparbio Riva ribattere il rinvio di Cammaroto con Servili poco lucido nella lettura della situazione. E’ il premio per il buon primo tempo, ma anche a livello personale per Riccardo che, dopo un inizio di stagione incerto, si è lentamente imposto come punto fermo dello scacchiere lariano, mostrando buona tecnica e personalità. L’ultimo quarto d’ora vede gli ospiti incapaci di reagire e i padroni di casa che rifiatano senza correre grossi pericoli: servirebbe un altro gol per chiudere l’incontro, ma Ezio Brevi non la pensa in questo modo e il pallone finisce, dopo una sua incornata, ancora nella curva dei 156 spettatori alessandrini. Timidi applausi per il Como che si infila nei sotterranei dello stadio al termine dei primi 45 minuti di gioco.
Perdere in uno stadio dove fino ad oggi hanno fatto festa quasi tutti gli altri è un’onta difficile da sopportare, così Buglio prova la carta Damonte al posto di Ghosheh per dare slancio alla manovra piemontese. Nulla da fare, oggi è compito del Como dimostrare come si costruiscono le azioni e soprattutto come si sprecano. Al 61’ Fragiello da posizione favorevole non coglie l’attimo sul passaggio di Cozzolino e la sua gara, sempre volenterosa, finisce qui: scocca l’ora di Robert Maah, il quale tocca pochi palloni ma fa sfoggio di accelerazioni impressionanti che tengono costantemente sulle spine la retroguardia ospite. La prima frazione tutta all’attacco presenta ora il conto, soprattutto per quei giocatori lariani – come Filippini – che si sono distinti nelle battute iniziali ma che per vari motivi non hanno gli ormai celebri novanta minuti nelle gambe. Detto di Ottavio Strano che guadagna la via delle docce per proteste, la fase centrale della ripresa vede un’Alessandria più propositiva, più per stanchezza degli azzurri che per reale volontà di Fantini e compagni. Del resto l’unico brivido giunge proprio con il capitano ex Fiorentina e Toro la cui inzuccata al 79’ giustifica lo stipendio del numero uno Zappino che smanaccia in corner. Troppo poco per una formazione ancora alle prese con le ferite inferte al Moccagatta dalla capolista Novara. Così il Como una volta tanto si prende il lusso di controllare il gioco, corroborato dagli innesti di Ardito e Kalambay. I quattro minuti di recupero paiono ore, ma la storia oggi non finisce con Iacopino in trionfo e gli azzurri a recriminare.
Al triplice fischio è festa grande, con i giocatori lariani in vena di omaggi per i tifosi che raccolgono le magliette e i pantaloncini della battaglia. Neanche fosse una festa per la promozione. O forse che sia solo l’effetto nostalgia per ricordare un dolce recente, passato? 21 giugno 2009: Il Como espugna il fortino piemontese e sale in Prima Divisione. Nemmeno un anno, purtroppo per entrambe sembrano secoli.
COMO: Zappino; Maggioni, Franco, Gonella, Goretti; E. Brevi ( dal 74’ Ardito), Salvi, Riva, Filippini; Fragiello (dal 66’ Maah), Cozzolino (dal 88’ Kalambay). All. Strano-O.Brevi. ALESSANDRIA: Servili; Pucino, Ghosheh (dal 46’ Damonte), Sottil, Cammaroto; Longhi, Mateos (dall’ 86’ Moracci), Rodriguez, Ciancio; Rosso (dal 69’ Volpara), Fantini. All. Torricelli. Ammoniti: E. Brevi, Goretti e Fragiello per il Como; Sottil per l’Alessandria. Gol: 26’ Riva. Spettatori: paganti 614 di cui ospiti 156, abbonati 1021, incasso netto 14122 €. Ambiente: giornata soleggiata e non troppo fredda, terreno ancora rovinato sulla fascia di campo vicino alle tribune.
(Francesco Moscatelli)
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| Ultimo aggiornamento Lunedì 22 Febbraio 2010 08:30 |