Lo scoutman Alberto Salmaso torna a Padova dopo la vittoria degli Europei dell’U19 femminile Padova si gode lo scout d’oro

«Fin da subito grande affiatamento con lo staff Azzurro. Ora però pensiamo alla Kioene»

C’è un po’ di Padova nella vittoria degli Europei Under 19 della Nazionale italiana femminile. Sarebbe ingiusto definirla una favola, perché queste hanno un inizio e una fine nel momento stesso in cui vengono raccontate. Ad appena 22 anni, quella di Alberto Salmaso è piuttosto una bella storia, che ha ancora da raccontare. Scoutman bianconero da quattro stagioni, la sua “carriera” inizia nelle vesti di atleta. «Ho giocato per quattro anni nel settore giovanile della Kioene Padova – dice Alberto – per ricoprire poi il ruolo dell’uomo “delle statistiche” della prima squadra». Una scelta partita da coach Valerio Baldovin, uno che di talenti se ne intende. «E’ stato suo il primo messaggio di congratulazioni – spiega Salmaso – a cui hanno fatto seguito quelli del DS Stefano Santuz, del capitano Dragan Travica e di Marco Volpato, l’atleta bianconero che conosco da più anni. Inoltre mi ha fatto un enorme piacere ricevere le congratulazioni da Fabio Balaso e Gabriele Nelli. Anche se non sono più nostri atleti, il loro whatsapp mi ha fatto un enorme piacere, a dimostrazione che nello sport esistono persone speciali. Inoltre il messaggio di Dragan da parte di tutto il gruppo ha un significato profondo: la Kioene Padova è una famiglia in cui ognuno è importante nel suo ruolo». La voce di Alberto è quella di un ragazzo entusiasta, che giustamente si gode la felicità di una vittoria sperata ma, per scaramanzia, tenuta nascosta. «Sapevamo di partire tra le squadre favorite – continua Alberto – ma abbiamo affrontato la competizione con il giusto spirito, tenendo i piedi per terra e lavorando sodo». Quando gli si chiede quale sia stato il momento più bello dell’avventura europea, non ha dubbi. «Al di là della vittoria – dice – ricorderò sempre con grande piacere il momento del mio arrivo nello staff della Nazionale. Da subito è nata una grande sintonia, un affiatamento difficile da descrivere ma che probabilmente ha fatto la differenza. E’ stata la vittoria del gruppo».

L’apoteosi però è arrivata proprio in finale quando, sotto di due set, l’Italia ha recuperato chiudendo per 3-2 contro la Russia. «Una finale molto emozionante – continua Salmaso – ma la vittoria si è rivelata solo la ciliegina sulla torta di un percorso indimenticabile». Una passione che è diventata un mestiere, così intensa da non fargli sentire la stanchezza di una competizione esaltante ma probante. «Ora che sono tornato a Padova mi aggregherò subito al gruppo – conclude – perché quella che ci attende non sarà una stagione semplice ma sarà di sicuro entusiasmante».

La storia di Alberto è appena iniziata.

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