Due anni di inattività e una grande voglia di rimettersi in gioco dopo un’esperienza in Germania, era questo l’identikit di Daniel Lee Dobson al suo arrivo ai Guelfi Firenze.

Il quarterback del Minnesota non ha mai abbandonato il suo sogno sportivo nelle due annate spese fuori dal campo di gioco e ha impiegato una parte consistente del passato biennio perfezionando le sue abilità e smussando i suoi punti deboli con la partecipazione a svariati camp negli Stati Uniti d’America. L’ex St. Olaf, college della NCAA III Division, è arrivato a Firenze con tanta voglia di rimettersi in gioco, obiettivo portato a termine nel migliore dei modi vista la sua stagione da protagonista in riva all’Arno. Quanto segue è il bilancio del numero 7, che ha chiuso la stagione con le seguenti statistiche: 11 TD su corsa, 16 lanci per TD, 1 fumble e 7 intercetti subiti.

Quando ci siamo incontrati per la prima volta mi hai detto che i play-off erano il tuo obiettivo. Sei contento di com’è andata la tua stagione?

“Sono veramente felice per come si è svolta questa annata sportiva. Specialmente visto che avevamo faticato molto in avvio, con quelle tre sconfitte consecutive in trasferta. Nonostante la partenza ad handicap siamo stati in grado di reagire, lavorare sui nostri problemi e rimetterci in carreggiata fino a chiudere la stagione regolare con un fantastico parziale di 6-1. Il record positivo ed il conseguente terzo posto nel girone sud ha reso questa stagione un vero e proprio successo per me e per la società viola”.

Com’è stato il tuo ritorno su un campo da football dopo due anni di inattività?

“Magnifico! Ho amato tutto quanto, mi mancava davvero un sacco indossare casco ed armatura in un vero match. Il tempo trascorso senza giocare ha dato modo al mio corpo di recuperare dagli acciacchi collezionati negli anni ed è una bella sensazione per me poter dire che il mio fisico mi ha permesso di completare una stagione senza nessun problema. Ovviamente un ritorno dopo un biennio di inattività mi dava da pensare, è naturale farsi delle domande su come potrebbero andare le cose e sono felice per le risposte che ho ricevuto da me stesso”.

Pensi di aver migliorato il tuo gioco sulle corse durante il campionato?

“Sicuramente c’è stato un miglioramento in questo aspetto del mio gioco, anche perché in alcune situazioni una corsa personale era la miglior opzione possibile. Detto questo aggiungo che preferisco ancora lanciare la palla verso i compagni liberi, però penso di aver giocato bene quando mi è stato chiesto di portare l’ovale”.

In uno degli ultimi drive contro i Parma Panthers ti ho visto lanciare con insistenza dalle parti di Francesco De Vitis, cosa ci dici sul wide receiver toscano?

“E’ giovane e ha tonnellate di talento, in lui vedo un grande potenziale. Non vedo l’ora di vederlo giocare nei prossimi anni, penso che possa migliorare costantemente se mostrerà ancora questa dedizione alla causa. All’inizio della preparazione ha avuto un infortunio al ginocchio, poi è arrivata quella terribile botta rimediata contro i Dolphins Ancona ma non ha mai smesso di lottare e ha giocato alla grande anche se non era al suo 100%. Questo la dice lunga sul genere di ragazzo che abbiamo di fronte”.

Quale sarà il ricordo più bello di questa avventura?

“Wow, è dura sceglierne uno solo. Ho collezionato tanti bei momenti con questo gruppo sia in campo che fuori, perché un team di football come questo è una famiglia che va oltre il semplice momento del gioco. Far parte dei Guelfi Firenze non vuol dire solo allenarsi assieme, ma anche frequentarsi al di fuori dell’ambito prettamente sportivo e questo è molto importante per creare il giusto clima. Se però devo scegliere un solo ricordo di quanto fatto in campo dico che dominare i Lazio Marines in casa è stato sensazionale dopo quella dura lezione che ci avevano impartito all’andata. Inoltre questa stagione mi ha permesso di visitare in lungo ed in largo l’Italia e una parte d’Europa, un’esperienza che ti lascia senza parole”.

FOTO BY DANIELE BETTAZZI