Pari Olimpiadi, parità raggiunta a Quartucciu

Carrozzine e protesi metalliche si aggirano in un coacervo di astanti, come se niente fosse, in un clima di normalità che gli atleti paralimpici hanno giudicato surreale ma godibilissimo. (Erika Novarria – nonsolo foto Cagliari)

Un segno tangibile di come la Sardegna ha fatto passi da gigante nella corsa verso la parità assoluta? È ancora troppo presto per esultare fino a questo punto, ma al Centro Commerciale Le vele e Millennium di Quartucciu il CIP Sardegna aggiunge con orgoglio un altro mattoncino alla costruzione di una sempre più moderna immagine dei suoi atleti e del movimento isolano che coinvolge 24 federazioni e 8 discipline sportive.

Il Comitato isolano paralimpico ha dispiegato le proprie eccelse individualità che, sapientemente amalgamate, hanno partorito un evento da mandare di diritto agli annali della sua giovane storia.

(Il vice prediente Sandrino Porru prova il calciobalilla (nonsolofoto Cagliari)

Per la manifestazione Pari Olimpiadi svoltasi il 2 e il 3 settembre nessuno degli addetti ai lavori si aspettava un successo così straripante, anche se il Centro Commerciale di Cagliari – Quartucciu rappresentava un ottimo biglietto da visita per attrarre folle importanti. Le gallerie sono state visitate in lungo e in largo, le specialità paralimpiche che hanno trovato sistemazione sia all’interno, sia nelle aree all’aperto, sono state collaudate senza sosta da bambini in visibilio: nella loro innocente curiosità sono riusciti a coinvolgere genitori, zii e nonni che alla fine sono rientrati a casa stanchi ma con una percezione nuova nei confronti di chi riesce ad esprimere con le proprie abilità una personalissima concezione di sport. Ma ciò che ha reso più felici gli organizzatori, è stata la presenza numerosa di persone con disabilità che forse hanno capito come attraverso lo sport la loro esistenza potrà cambiare completamente perché oltre gli allenamenti, si aprono nuovi orizzonti sotto il profilo umano e relazionale.

INSIEME SI POSSONO COSTRUIRE IMMENSE DISTESE PIANEGGIANTI

All’appello del Cip Sardegna hanno risposto le seguenti discipline: Tiro con l’Arco, Tennistavolo, Sitting Volley, Boccia, Calcio Balilla, Pesi, Badminton, Atletica, Slalom in Carrozzina, Scherma, Pugilato, Handbike, Showdown, Sport Orientamento. Uno sforzo immane ha contrassegnato l’allestimento e il coordinamento delle Federazioni sportive, dei volontari e la messa a punto in sintonia con il direttore del Centro Commerciale “Le Vele” Marcello Manca e il Comune di Quartucciu che con grande interesse ha voluto patrocinare l’iniziativa.

Assente per motivi istituzionali il presidente del CIP Sardegna Paolo Poddighe, la direzione dei lavori è stata affidata al vice presidente vicario Simone Carrucciu: coadiuvato magnificamente dai suoi compagni di avventura Stefano Cau e Cristina Sanna è riuscito a far funzionare tutto alla perfezione.

Sul fronte dell’animazione, tra una postazione e l’altra, si è distinta Benedetta Capai che con il suo stuolo di volontarie ha dato man forte agli ospiti d’eccezione della manifestazione.

(Benedetta Capai con Moreno Marchetti – nonsolofoto Cagliari)

A partire dall’unica boxeur amputata al mondo Erika Novarria; il suo innato carisma ha incantato la platea. Grandi trascinatori sono stati anche gli atleti paralimpici Vicco Irbin, Moreno Marchetti e Massimiliano Manfredi: i loro meriti sono di aver dato l’impronta giusta per scatenare un’euforia globale che ha coinvolto anche gli attigui esercizi commerciali, di sicuro contenti per tanti aspetti.

ERIKA NOVARRIA: NULLA È IMPOSSIBILE

“L’arrivo in Sardegna è stato un disastro per via dei ritardi aerei. Ritrovandomi stanca morta mi sono detta che avrei fatto una brutta figura, ma appena varcata la soglia del centro commerciale sono stata subito rapita dall’indescrivibile entusiasmo di tanti piccoli fans che mi hanno fatto dimenticare istantaneamente le noie del viaggio”. Queste le prime sensazioni di Erika Novarria, boxeur che dopo l’amputazione della gamba aveva deciso di mollare. Ma una donna dal forte temperamento e affabile con tutti non poteva rimanere fuori dal ring. E a Cagliari tutto il bello del suo carattere è venuto fuori con naturalezza.

A Quartucciu cosa hai provato esattamente?

La sensazione bellissima è che io e i miei piccoli amici ci siamo ritrovati sullo stesso livello paritario. L’esperimento in definitiva lo reputo riuscitissimo. Il sorriso dei bambini e delle ragazze che hanno voluto provare con i guantoni, è per me una sensazione fantastica. Sono atterrata con gioia all’aeroporto di Elmas e me ne vado con un gran bagaglio in più pieno zeppo di emozioni.

Fino a che punto si è spinta la curiosità dei tuoi nuovi fans?

In realtà, per la prima volta, certe domande non me le hanno fatte. Tutti si sono voluti mettere in gioco e provare direttamente, senza chiedere. Questo è molto strano anche per me, la ritengo una sensazione stupenda perché ogni meeting ha le proprie sfumature e Quartucciu la ricorderò per questo particolare. Credo che sia andata in scena la parità autentica.

Cosa ti riserverà il futuro?

Lotterò strenuamente per avere la parità nella mia disciplina. Amputati o disabili che fanno boxe attualmente non ce ne sono; resto l’unica e mi piacerebbe giocare con gli atleti senza disabilità per avere le stesse opportunità e per dimostrare che i miei movimenti sul ring sono praticamente identici.

Le tue apparizioni agonistiche come sono andate?

A Luglio ho fatto la prima uscita ufficiale, per di più vincendola. Dovrebbero applicare una normativa sperimentale, approvata dalla Federazione Pugilistica Italiana, che per i prossimi sei mesi mi consentirà di gareggiare tranquillamente con i miei pari categoria. Se ciò funzionerà si apriranno nuove prospettive per tutti gli amputati che vorranno cimentarsi nella mia stessa disciplina. E per me, essere l’apripista nel mondo è fonte di grande soddisfazione, anche se sono ben conscia che non sia semplice.

Non dimenticherai mai la tua esperienza oltre Oceano..

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