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Champions League: Il Punto
Scritto da Luciano Rapa   
Lunedì 05 Ottobre 2009 17:08

Rubrica il Punto sulla Champions League, a cura di  Luciano Rapa.

 

Fari puntati sul massimo circuito calcistico internazionale e tempo di parziali bilanci dopo le prime due gare della fase a gironi della UefaChampions League.Considerazioni in chiaroscuro per le italiane impegnate nella prestigiosa competizione continentale,vale a dire Inter,Milan,Juventus e Fiorentina. Le note positive giungono dalla Toscana in virtù di una buona partenza del team gigliato inserito nel girone E con Lione,Liverpool e Debreceni. Esordio sfortunato per gli uomini di Prandelli che escono a mani vuote dal campo del Lione al termine di una gara nella quale i viola non avevano demeritato:sull'esito del match,vittoria di misura dei padroni di casa,ha inciso in misura esponenziale la severa espulsione di Gilardino,reo di aver allargato i gomiti in occasione di uno stacco di testa colpendo il diretto avversario (e poi appiedato dal giudice sportivo per due turni),che costringe i toscani all'inferiorità numerica per troppi minuti privandoli contemporaneamente del loro principale terminale offensivo. Il secondo incontro in programma vedeva Frey e compagni opposti al Liverpool di Benitez,la vera favorita del girone,in un match che aveva già il sapore dell'ultima spiaggia in un clima reso teso dai malumori all'interno della società. Gara perfetta ed inglesi liquidati con un secco 2-0 che non ammette repliche:uno strepitoso Jovetic,talento giovanissimo di cui sentiremo a lungo parlare,trascina i gigliati con una doppietta ben coadiuvato in cabina di regia da un Cristiano Zanetti che,finalmente accantonati i problemi fisici che ne hanno penalizzato il rendimento nelle scorse stagioni,detta i tempi alla squadra recuperando oltretutto un numero considerevole di palloni. Archiviata ta la pratica inglese grazie al capolavoro tattico di Prandelli che imbriglia le fonti di gioco del Liverpool pur impostando la gara sul possesso palla e sull'inventiva dell'inedito tandem d'attacco Mutu-Jovetic,i fiorentini sembrano avere ora la strada spianata verso le posizioni di vertice del raggruppamento grazie ad un calendario favorevole che li vedrà impegnati nei prossimi due turni contro il Debreceni,ritenuto non a torto l'anello debole del girone:raccogliere 6 punti nelle prossime due partite significherebbe poter guardare con fiducia alle ultime due decisive partite che determineranno l'accesso alla fase successiva. (Classifica Girone E: Lione pt 6,Fiorentina pt 3, Liverpool pt 3,Debreceni pt 0). L'unico punto di contatto ravvisabile tra Fiorentina e Juventus,per quanto riguarda il cammino europeo,è rappresentato proprio dal calendario:come i viola,infatti,anche i bianconeri affronteranno nelle prossime due partite il fanalino di coda del proprio girone,in questo caso il Maccabi Haifa. Gli uomini di Ferrara,ancora imbattuti in Europa,hanno raccolto nelle prime due gare altrettanti pareggi che però in comune hanno solo la quantità di punti che si portano in dote. Se infatti il pari interno con il Bordeaux lascia l'amaro in bocca per come è maturato (Juve in vantaggio con Iaquinta e pareggio francese nel finale dopo chei piemontesi avevano sprecato almeno tre match-balls e gara comunque ben condotta per larghi tratti),il risultato a reti bianche colto in Baviera contro il temibile Bayern di positivo porta seco solo la tenuta difensiva di Chiellini e soci. A lungo in balia delle iniziative di Ribery e Robben,i bianconeri sono stati più volte sul punto di capitolare e solo l'imprecisione  sotto porta degli attaccanti di Van Gaal ha permesso alla Juventus di non perdere terreno in graduatoria. Quasi mai pericolosa in area avversaria ed incapace di di mantenere le redini del gioco,la Juventus è sembrata la pallida controfigura della corazzata in grado in campionato di espugnare per due volte consecutive Roma unendo concretezza e bel gioco. A Ferrara il compito di individuare i giusti correttivida approntare. (Classifica Girone A: Bayern pt4, Bordeaux pt 4, Juventus pt2,Maccabi pt 0). Se la Torino bianconera è preoccupata ma non piange,di sicuro la Milano rossonera non ride:il capitombolo interno con i carneadi dello Zurigo (0-1 il risultato finale) vanifica il blitz esterno di Marsiglia colto grazie all'insaziabile fame di gol dell'eterno Pippo Inzaghi. La squadra di Leonardo,che stenta più del dovuto anche in campionato,sembrava aver trovato in campo europeo lasua dimensione ideale ma l'inaspettato stop nel secondo match in coppa sembra confermare le perplessità sulla squadra meneghina:campagna acquisti insufficiente,uomini-chiave in uno stato psicofisico non ottimale ed un tecnico inesperto sembrano le principali cause di questo avvio si stagione a dir poco balbettante. I rossoneri sono chiamati ora al duplice scontro contro i Galacticos del Real Madrid:la Merengues guidate dall'ex Kakà e da Cristiano Ronaldo,già idoli assoluti del Bernabeu,rappresentano il banco di prova ideale per saggiare la reale consistenza del team rossonero. (Classifica Gruppo C: Real Madrid pt 6, Zurigo pt3, Milan pt 3,Marsiglia pt 0). Sull'altra sponda dei Navigli,l'Inter schiacciasassi entro i confini patrii sembra portarsi dietro anche in questa stagione quella sorta di meledizione che rende lo squadrone di Mourinho in campo continentale un team senza grande personalità. L'esordio in coppa contro i detentori del Barcellona ha lasciato qualche strascico polemico:positivo il risultato ma non il modo in cui lo stesso è stato raggiunto. Squadra impostata troppo difensivamente ed incapace di prendere in mano la gestione della partita:solo la scarsa vena in fase di realizzazione di Messi ed Ibra,insomma,ha consentito ai nerazzurri di uscire imbattuti. Se il pareggio interno con i blaugrana è stato comunque agrodolce (positiva la solidità difensiva contro la forza d'urto dei palleggiatori spagnoli),ben altro sapore ha il pareggio esterno per 1-1 con il Rubin Kazan:passati in svantaggio,i meneghini sono stati in grado di raddrizzare il risultato con Stankovic ed hanno retto al ritorno dei padroni di casa anche in inferiorità numerica per l'espulsione di Balotelli ma hanno dato nuovamente l'impressione di patire la pressione del proscenio internazionale. Sulla stagione europea dell'Inter sembra adombrarsi il fantasma dello scorso anno:girone non proibitivo ma cammino incerto con prestazioni discutibili e passaggio di turno in extremis. Il portoghese Mourinho,cui il Presidente Moratti chiede fortemente la conquista del trofeo che manca in casa lombarda da troppi lustri,dovrà studiare al più presto le misure adatte per invertire l'infelice tendenza interista in Champions. (Classifica Girone F: Barcellona pt 6, Dinamo K. pt 3, Inter pt 2, Rubin K. pt1).

 

 

  Luciano Rapa

 

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